Attualità

SBF Taccuino - Archeologi israeliani si oppongono alla politicizzazione dell’Israel Antiquities Authority

Mercoledì scorso la Knesset ha approvato un disegno di legge che dovrebbe abolire una norma secondo cui il presidente dell’Israel Antiquities Authority deve essere un membro dell’Israel Academy of Sciences and Humanities.

Il provvedimento, che sarà ora sottoposto alla commissione per un’ulteriore analisi, è stato approvato con una maggioranza di trenta voti a favore e uno solo contrario. L’unico ad aver votato contro la proposta è il membro della Knesset Dov Khenin (Hadash), per il quale il vero scopo della proposta è quello di assegnare l’incarico in maniera più semplice a un esponente politico.

Khenin ha dichiarato che l’archeologia in Israele è un settore delicato, sottoposto ad un forte attacco da parte della partigianeria e della politicizzazione. Invece di lavorare in modo professionale, gli archeologi sono obbligati a dimostrare tesi politiche che dovrebbero essere dibattute in sede politica, ma a cui la scienza archeologica non dovrebbe essere subordinata.

Il Ministro della Cultura Limor Livnat ha smentito che la legge intendeva favorire nomine politiche.

La proposta prevede che non è condizione necessaria che il presidente dell’Israel Antiquities Authority sia un membro dell’Israel Academy of Sciences and Humanities; la presidenza dell’ente può essere conferita a uno scienziato di alto livello in campo storico o archeologico. Rimane che la carica deve essere assegnata dopo aver consultato l’Israel Academy of Sciences and Humanities.

Nelle note di chiarimento riguardo al provvedimento si afferma che la legge attuale costringe il ministro a scegliere il presidente dell’IAA tra un gruppo molto limitato di candidati, mentre in concreto ci sono molti candidati idonei che non sono membri dell’Israel Academy.

Gli archeologi ritengono che l’obiettivo reale della legge è di ostacolare l’elezione di archeologi che appartengono alla sinistra.

A luglio i direttori dei quattro dipartimenti di archeologia dell’università hanno inviato una lettera a Livnat esortandolo a ritirare il provvedimento. Uno dei firmatari, il Prof. Zeev Weiss della Hebrew University di Gerusalemme, ha dichiarato a Haaretz che la nuova legge potrebbe ostacolare la libertà accademica dell’archeologia e la sua capacità di operare libera da ingerenze politiche.

Weiss ha ammesso che potrebbe essere nominato un candidato all’altezza del compito, ma ritiene che si potrebbe degenerare scegliendo persone in base alla loro agenda politica.

Un archeologo di un’altra università ha definito fuori luogo il provvedimento, aggiungendo di non avere dubbi del fatto che la questione sia politica.

Oltre a Weiss, la lettera di luglio è stata firmata anche dal Prof. Oded Lipschits della Tel Aviv University, dal Dr. Haim Goldfus della Ben-Gurion University del Negev e dal Prof. Arthur Segal dell’Haifa University.


Adattamento: R.P.


Fonte: Nir Hasson - Jonathan Lis, Haaretz.com (10 novembre 2011)

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